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IL DISTURBO D’ANSIA
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IL DISTURBO D’ANSIA

by roberto.corradi9 Agosto 2018

Il Disturbo d’Ansia è caratterizzato da un persistente e diffuso stato di preoccupazione e di ansia, eccessivo rispetto alle circostanze. Si definisce l’ansia come “generalizzata” perché può riguardare numerosi eventi e situazioni.

Il Disturbo d’Ansia è piuttosto comune. Le indagine epidemiologiche portano a stimare che fino al 3% della popolazione può soffrire di questo disturbo nell’arco di dodici mesi.

Chi soffre di questo disturbo perlopiù:

  • si sente teso, con i nervi a fior di pelle;
  • si stanca facilmente;
  • ha difficoltà a concentrarsi nelle cose che fa o ha l’impressione di avere la mente vuota;
  • si irrita facilmente;
  • prova una certa tensione fisica, ha i muscoli tesi, a volte doloranti;
  • dorme male, ha frequenti risvegli, e comunque si sveglia poco riposato.

Tutti sono ansiosi in certe situazioni della vita. L’ansia di chi soffre di questo disturbo tende però ad essere eccessiva, dilagante, poco controllabile e a disturbare notevolmente il funzionamento normale. L’ansia non patologica è invece collegata ad un fattore di stress; inoltre, tende ad essere limitata nel tempo, mentre di solito la tendenza a preoccuparsi nel Disturbo d’Ansia è presente fin dall’infanzia e dalla prima adolescenza.

La natura dell’ansia

L’ansia è una reazione utile in alcune circostanze, soprattutto quando si deve rispondere rapidamente ad un pericolo.

Considera il seguente esempio: stai attraversando una strada, quando sbuca improvvisamente una macchina che procede a grande velocità ed è a pochi metri da te. Ti spaventi e corri verso il marciapiede. Ancora prima che inizi a correre, il tuo cervello ha avvertito il pericolo e il tuo organismo ha iniziato ad attivare il sistema nervoso autonomo, ed in particolare a rilasciare adrenalina.

L’attivazione determina una serie di cambiamenti fisiologici, che hanno tutti lo scopo di reagire in modo veloce ed efficiente al pericolo.

  • Il respiro si fa più frequente e le narici ed i polmoni si espandono, aumentando la quantità di ossigeno disponibile per i nostri muscoli;
  • Il ritmo cardiaco e la pressione del sangue aumentano, in modo da trasportare velocemente l’ossigeno ed il nutrimento richiesto dai muscoli;
  • Il sangue è dirottato verso i muscoli, in particolare ai grossi muscoli degli arti inferiori. Meno sangue invece affluisce alla faccia ed agli organi interni. Per questo si può diventare “bianchi” dalla paura.
  • I muscoli si tendono preparandosi a contrarsi velocemente.
  • Aumenta la capacità di coagulazione del sangue, cosicché nel caso di ferita si riduce la perdita di sangue.
  • Si comincia a sudare per contrastare il surriscaldamento dovuto all’attività fisica.
  • La mente si concentra solo sul pericolo e su come è possibile evitarlo. Tutto il resto passa in secondo piano.
  • La digestione si ferma e la bocca produce meno saliva, diventando secca. Il cibo si ferma nello stomaco e può dar luogo ad una sensazione di nausea o di nodo allo stomaco. Viene invece liberato nel sangue lo zucchero che serve a fornire energia.
  • Il sistema immunitario rallenta. Il corpo concentra tutti i suoi sforzi nella fuga.

Si tratta della cosiddetta reazione di attacco e fuga. In ogni situazione di allarme si genera una reazione di attacco e fuga, che non sempre ovviamente raggiunge l’intensità che si ha nelle situazioni di vita o di morte.

Le modificazioni fisiologiche sopra descritte producono, oltre che un’emozione di apprensione e di spavento, anche le seguenti manifestazioni o sintomi fisici dell’ansia:

  • Tremori
  • Irrequietezza, agitazione
  • Tensione muscolare
  • Sudorazione abbondante
  • Fiato corto
  • Batticuore o accelerazione del battito cardiaco
  • Mani fredde e sudate
  • Accelerazione del respiro
  • Bocca secca
  • Vampate di calore o brividi di freddo
  • Nausea
  • Sensazione di “nodo allo stomaco”

La risposta di attacco e fuga era utile quando, in passato, dovevamo combattere contro gravi e imminenti pericoli fisici, come quelli rappresentati dagli animali predatori. Non dobbiamo meravigliarci, pertanto, se quando siamo  minacciati ci manca il respiro, il cuore batte forte , abbiamo la nausea, ci tremano le braccia e le gambe, abbiamo il desiderio di correre e di muoverci; si tratta di reazioni che sarebbero utili se dovessimo scappare o combattere un grave pericolo fisico.

Certo, questo tipo di risposta è di poca utilità nelle situazioni stressanti del giorno d’oggi.

roberto.corradi AutoreModerator
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