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IL TRADIMENTO
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IL TRADIMENTO

by roberto.corradi10 Agosto 2018

“Perché in verità è così, cittadini ateniesi: dove uno si sia schierato da sé, perché lo riteneva il posto migliore, o dove sia stato messo da un comandante, lì si deve – secondo me – avere il coraggio di restare, senza curarsi né della morte né di altro di fronte alla vergogna” Questo breve estratto dall’apologia di Socrate rende bene il concetto che resta alla base di ogni tipo di tradimento . Il venir meno ad un principio è innanzitutto una questione personale. Tutti noi abbiamo delle più stabili di altre e queste idee vengono assorbite attraverso l’educazione in primis e solo secondariamente attraverso aspetti culturali . Tali idee o principi sono di norma difficilmente modificabili e sono tanto piu’ stabili quanto piu’ coerenti sono gli esempi che abbiamo avuto nel corso della nostra esistenza . Il problema è che alle volte alcuni principi possono essere in contraddizione tra di loro senza che noi nemmeno ce ne rendiamo completamente conto . Per esempio l’idea che un impegno è sacro potrebbe entrare in contraddizione con l’idea che la felicità è la cosa piu importante della vita . Questo puo’ accadere , per esempio, nel caso di una crisi familiare . La dissonanza cognitiva che si viene a creare , come avevamo già discusso , crea uno squilibrio che deve essere forzatamente risolto e le modalità con cui questo processo di “rettifica “ viene messo in atto dipendono dalle risorse di ognuno . Un individuo potrebbe limitarsi a trovare delle giustificazioni per svalutare il principio dell’inviolabilità di un impegno adducendo motivazioni riconducibili a scarse  attenzioni o convincendosi che se la cosa rimane nascosta in fondo non fa del male a nessuno . Un altro individuo potrebbe invece soffermarsi su tutte le implicazioni del problema e cercare di migliorare gli aspetti al momento piu critici accettando l’idea che qualunque crisi è un fondo un’opportunità per migliorarsi riuscendo cosi’ a mediare tra le due posizioni cognitive al momento in contrasto . Tuttavia tutto dipende dalla cultura, dalla personalità e dall’abitudine al dialogo . Il concetto che il tradimento è parte stessa dell’essere umano è un concetto che non trova riscontri in un ambito più scientifico dato che l’azione , qualunque azione , è valutabile solo “qui e ora” . Noi compiamo delle scelte soppesando le diverse opportunità ma per fare questo utilizziamo la bussola delle nostre convinzioni che non sono mai eterne ne immutabili . L’accessibilità di un pensiero è fondamentale per potere operare delle scelte . Non basta un principio vago inculcato anni prima per garantire che il nostro comportamento sarà sempre ineccepibile . Anni di vita da single o l’essere immersi un certo tipo di cultura potrebbero trasformare quanto appreso in passato dato che “qui e ora” il pensiero più accessibile magari risulta essere che “ogni lasciata/o è persa/o . Il problema è che la società  e le relazioni tra i membri della stessa si fonda su principi ideali , cosi’ come deve essere , che non sempre vengono rinforzati dall’esempio familiare o sociale . L’amore passionale presuppone la consegna totale dell’uno verso l’altro e cosi come nel sonno è necessario non essere più per poterne godere i benefici cosi’ nell’amore è necessario amare incondizionatamente per essere a propria volta amati . Accettare questo dono come qualcosa di immutabile “perché il vero amore è eterno “ significa consegnarsi a un idea distorta che non tiene conto del tempo e dei cambiamenti , significa esporsi ad un “qui ed ora” in cui la mancanza di vero dialogo psicologico potrebbe produrre il tradimento come conseguenza di un significativo calo nella gratificazione interpersonale ritenuta un diritto. La tragedia nasce quindi dalla forza del “traditore” che a modo suo è comunque in uno stato di equilibrio cognitivo mentre al tradito non resta che un vuoto principio e la consapevolezza di non potere più accedere alla dimensione totale dell’altro e quindi vedersi negata la gratificazione del profondo scambio emotivo sino ad allora sperimentato . Bisogna quindi ripercorrere le strade dell’amore per capire in quale momento la parola “ti amo” era diventata un modo per illudere la nostra mente e per coprire i silenzi o le esigenze non soddisfatte. La persona amata poteva non essere quella che credevamo fosse o che volevamo che fosse . Sono sempre le idee che ci tradiscono . Noi non possiamo possedere chi amiamo . Possiamo solo cercare di capire sempre attraverso il dialogo e il confronto se la nostra idea corrisponde a quanto immaginiamo . . Spesso anche la consapevolezza viene negata per non perdere quanto in parte forse abbiamo già perduto .  La pretesa di possesso a tutti i costi o peggio l’ossessione del possesso a cui corrisponde l’ossessione del controllo rivela tratti patologici che non sono argomento di queste riflessioni .

Alcuni tradiscono , si dice, per natura ma in realtà essi seguono l’idea più accessibile che è quella del proprio benessere e della propria felicità. E’ un fattore culturale ed educativo non una disfunzione genetica , sono persone seduttive cariche di charme peculiarità che gli derivano da un buon allenamento . Accalappiare il re o la regina dei seduttori significa chiudere gli occhi sul reale principio su cui queste persone basano la propria vita accettando supinamente l’idea che con noi sarà diverso . In questo senso si tradisce in due . Un’altra idea distorta in senso negativo è che “quando il vaso si rompe si possono mettere insieme i cocci ma non sarà piu lo stesso “. Il tradimento del principio và affrontato come una crisi che mette in luce delle distanze relazionali che sono superabili con l’analisi delle rispettive difficoltà ed esigenze che inevitabilmente porterà a qualcosa di differente ma non di meno appagante. L’idea dovrebbe essere la volontà di stare con l’altro non di salvaguardare un ideale fantastico evidentemente ormai messo in discussione dalla prova di realtà . Sull’altro versante verbalizzare una propria mancanza al partner ci espone al confronto , al rifiuto o alla non accettazione ma garantisce, se ne abbiamo la volontà, delle buona fondamenta per ricostruire il rapporto sulla base del dialogo con la possibilità di ritrovare quel coinvolgimento emotivo ritenuto ormai perso  . L’amicizia,  l’amore o tutte quelle situazioni che si basano su un ideale non sono immuni dallo scorrere degli eventi quotidiani che causando piccole sofferenze e fatiche agiscono sui nostri pensieri portandoci a scelte in altri momenti inconcepibili . Un paziente mi disse che non capiva perché con la moglie non riusciva più a comunicare  mentre con l’amante gli riusciva benissimo , che risposta gli avreste dato voi?

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roberto.corradi AutoreModerator
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