Psichiatria
Now Reading
la malattia mentale : una visone “integrata “di cura. La nuova funzione dello psichiatra.
0

la malattia mentale : una visone “integrata “di cura. La nuova funzione dello psichiatra.

by admin23 Settembre 2018

Lo psichiatra, da sempre intesa come la figura esclusiva nella gestione delle malattie mentali e in particolare della depressione, in questi ultimi anni si deve “frammentare” ed evolvere in quella figura di curante, capace di assumersi la gestione di una malattia multifattoriale.
Come scrive Vittorino Andreoli, nel suo libro I principi della nuova psichiatria, ogni comportamento, normale o patologico, dipende da tre fattori: un fattore biologico, collegato ai nostri geni e al cervello; il secondo fattore dipendente dalla personalità (dimensione psichica) che si lega alle esperienze e a come le abbiamo vissute. Da ricordare che la personalità non è un dato fisso ma si costruisce progressivamente nella nostra esistenza in base alle esperienze che la plasmano. Il terzo fattore è dato dall’ambiente, dimostrazione che il nostro comportamento dipende anche da dove ci troviamo a vivere: è la cosiddetta dimensione sociale. Ogni valutazione deve tenere conto di tutti e tre i fattori e oggi disponiamo di mezzi non solo per riconoscerli ma anche per misurarli (i fattori bio-psico-sociali).
Da questa evidenza nasce l’esigenza di una stretta sinergia tra terapie psicologiche e terapie farmacologiche, senza dimenticare gli interventi sui luoghi di vita (sociali) poiché tutti contribuiscono in parti uguali, sia pure con un peso differente da malattia a malattia. Ecco perché lo psichiatra è “frammentato”, nel senso che egli deve, per fare diagnosi e stabilire la terapia appropriata, servirsi di competenze specifiche, che potrebbero mancargli. La riabilitazione della malattia mentale oggi dispone di diversi operatori, tutti con proprie competenze che necessitano però di essere coordinate.
Lo psichiatra ha quindi il ruolo di coordinatore, di “buon regista”: il paziente affidandosi allo psichiatra di fiducia, con cui deve avere una buona relazione, si aspetta che questi coordini i vari interventi terapeutici: medici, psicologici e a volte anche sociali, il tutto inserito, naturlmente, nella valutazione del decorso.
Quindi, lo psichiatra efficace deve essere in rete con psicologi-psicoterapeuti, assistenti sociali/educatori, medici di medicina generale, nutrizionisti e – perché no – anche fisioterapisti e/o preparatori atletici, vista l’importanza dell’efficacia degli stili di vita, intesi come attivazione comportamentale e interpersonale sullo stato di benessere psichico. Infatti, solo chi affianca alle terapie tradizionali (come la psicofarmacologia e la psicoterapia) ad un reale e profondo cambiamento di stile di vita, (ecologia del sonno, alimentazione corretta, attività fisica aerobica, astensione da fumo ed alcool eccessivo, buone relazioni sociali ) riesce a sganciarsi dal disturbo psichico e dal rischio di ricadute.
Come scrive Andreoli, ciò deriva dal principio della circolarità. Significa che esiste un rapporto diretto tra corpo e psiche e tra psiche e capacità di relazione. Una persona depressa si ammala più facilmente sul piano del corpo di chi invece è sereno e gioioso; all’opposto, chiunque goda di un buon assetto psichico vivrà meglio in società e avrà maggior beneficio mentale e somatico. Ecco dimostrata la circolarità per la quale l’uomo è una unità.
Sottolineo quanto sia ancora vasto il campo che, come operatori della salute, possiamo esplorare sia in termini di cura sia in termini di prevenzione primaria.
Dr.ssa med. Pozzi Maria Adele
Psichiatra- psicoterapeuta- psicotraumatologa
Pratictioner EMDR

admin AdministratorKeymaster
Sorry! The Author has not filled his profile.
About The Author
admin

Leave a Response