Psichiatria
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La valutazione psicologica
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La valutazione psicologica

by roberto.corradi12 Gennaio 2019

La valutazione psicologica nei diversi ambiti di intervento. Dallo studio al tribunale.

Esiste un aspetto fondamentale nel lavoro dello psicologo o psicoterapeuta, una fase imprescindibile in grado di influenzare qualunque aspetto legato al rapporto tra il professionista e chi per diverse ragioni a lui si affida: il momento della valutazione o in altri termini l’assessment.

Senza entrare troppo nello specifico possiamo affermare che la fase della valutazione è paragonabile alla raccolta di fonti attendibili che permettano di ipotizzare con sufficiente chiarezza quali possano essere i punti di forza o di debolezza psicologici di una persona; allo scopo di stendere un programma terapeutico efficace. Ricerca Studio considera questo aspetto di primaria importanza e si è dotata di professionisti e materiali all’avanguardia con lo scopo di garantire ai clienti una tutela da interpretazioni parziali o peggio ancora sfalsate.

L’assessment ha la funzione di raccogliere il maggiore numero di informazioni che siano il più possibili oggettive, in altri termini, scevre dalle distorsioni del paziente o dalle inevitabili interpretazioni personali dell’operatore. A questo scopo Ricerca studio affianca all’indagine clinica l’utilizzo di una batteria di reattivi (Test) in grado di fornire una cornice interpretativa oggettivamente accettabile. Infatti, se questo aspetto è importante nella classica pratica psicoterapeutica provate ad immaginare quanta importanza rivesta in ambito peritale. Quando, come spesso capita, un ente o un’autorità, per motivi diversi, decidono che uno o più individui debbano essere sottoposti a una valutazione.

In questi casi la responsabilità è enorme e qualunque errore o imprecisione potrebbe avere conseguenze devastanti sulla vita degli individui coinvolti, spesso minorenni.

Anche l’atteggiamento di chi viene sottoposto a valutazione, su ordine di agenzie esterne, è ovviamente differente dal classico cliente che invece arriva in studio per farsi aiutare. Nel primo caso la persona risulterà come minimo più preoccupata e ansiosa in misura direttamente proporzionale alle possibili conseguenze della valutazione stessa.  Proprio in queste circostanze l’utilizzo di strumenti scientificamente validati, quindi con risultati ripetibili e ben documentati a livello bibliografico, costituisce una tutela importante per i soggetti coinvolti. Limita inoltre i costi di eventuali ricorsi dato che il professionista no esprime solo la sua opinione ma avvalla la stessa con una documentazione chiara e accessibile a chiunque. Al contrario utilizzare un approccio più personalistico e statisticamente poco significativo mette il cliente e l’eventuale autorità in una posizione maggiormente vulnerabile. Ormai la psicologia si è lentamente trasformata in una psicologia scientifica che presuppone un adeguato addestramento all’utilizzo degli strumenti più consoni per ogni tipo di valutazione; clinica, peritale o aziendale. Il senso è quello di tutelare maggiormente i clienti e di abbattere i costi consentendo valutazioni più precise in tempi accettabili.

Rem tene, verba sequentur  (Possiedi l’argomento e le parole seguiranno) Cicerone

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